
Denuncia o querela: cosa succede dopo la presentazione | Verona
Aggiornamento: 10 ott
Hai presentato una denuncia o una querela e ora non sai cosa succede? Dopo il deposito non arriva necessariamente subito una convocazione o una comunicazione. La notizia di reato viene valutata dall'autorità procedente e possono iniziare accertamenti, acquisizioni documentali o altre attività d'indagine.
Per la persona offesa il passaggio più utile è conservare bene ciò che è stato depositato, annotare gli sviluppi successivi e sapere quali comunicazioni si è chiesto di ricevere.
Hai presentato una denuncia o una querela e cerchi informazioni sugli sviluppi?
Puoi contattare lo Studio con gli atti e le comunicazioni già ricevute.
Se non hai urgenza, continua a leggere ↓
Ho presentato denuncia o querela: cosa devo fare adesso?
Conserva copia completa dell'atto e degli allegati depositati.
Annota data e ufficio presso cui l'atto è stato presentato.
Conserva nel formato originale messaggi, email, fotografie, video e altri documenti collegati ai fatti.
Segnala tempestivamente eventuali nuovi episodi o nuovi elementi rilevanti.
Verifica se hai chiesto di essere informato dell'eventuale richiesta di archiviazione, quando la legge lo consente.
Per una panoramica delle tutele puoi consultare la pagina dedicata alla persona offesa a Verona.
Denuncia e querela sono la stessa cosa?
No. La denuncia serve a portare a conoscenza dell'autorità un fatto che può costituire reato; la querela, nei casi in cui la legge la richiede, contiene anche la manifestazione di volontà che si proceda penalmente per quel fatto.
Per questo non è corretto usare sempre i due termini come sinonimi. La qualificazione dell'atto e la procedibilità dipendono dal reato e dal caso concreto.
Quanto tempo c'è per presentare una querela?
L'art. 124 c.p. prevede in via generale tre mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce reato, salvo che la legge disponga diversamente.
Esistono però fattispecie con termini differenti e regole particolari. Se non hai ancora presentato l'atto, quindi, è prudente verificare subito quale disciplina si applichi invece di affidarsi a un termine generico.
Cosa può succedere dopo il deposito?
A seconda del procedimento possono essere assunte informazioni, acquisiti documenti, svolti accertamenti tecnici o compiute altre attività investigative. Il fatto che per un certo periodo non arrivino comunicazioni non significa automaticamente che il procedimento sia fermo o archiviato.
La persona offesa può inoltre ricevere specifiche comunicazioni nei casi previsti dalla legge e può nominare un difensore di fiducia.
Come sapere se il procedimento rischia l'archiviazione?
Se la persona offesa ha dichiarato di voler essere informata dell'eventuale archiviazione, nei casi previsti dall'art. 408 c.p.p. riceve l'avviso della richiesta formulata dal Pubblico Ministero.
In quel momento è importante leggere il fascicolo e valutare se esistano ulteriori indagini concrete da chiedere. Puoi approfondire cosa fare dopo una richiesta di archiviazione.
Quali documenti conviene conservare?
Non serve accumulare materiale senza criterio. È più utile tenere ordinati:
copia della denuncia o querela e degli allegati;
ricevute, verbali o attestazioni del deposito;
messaggi e conversazioni complete;
fotografie e video originali;
certificazioni sanitarie, quando pertinenti;
documenti economici o amministrativi collegati ai fatti;
una cronologia essenziale dei nuovi episodi.
Se emergono nuovi elementi, è utile conservare anche la data in cui sono stati acquisiti o ricevuti.
Devo contattare le persone coinvolte?
Non esiste una regola identica per ogni caso, ma in procedimenti conflittuali o delicati è spesso poco prudente tentare chiarimenti diretti, soprattutto se esistono già prescrizioni dell'autorità, contestazioni reciproche o procedimenti per violenza o atti persecutori.
Quando il caso rientra nell'area della violenza domestica o di genere puoi leggere anche cosa significa Codice Rosso e cosa succede dopo la denuncia.
Quando può essere utile l'assistenza di un difensore?
Può essere utile quando occorre verificare lo stato del procedimento, esaminare gli atti disponibili, depositare documentazione, valutare un'opposizione all'archiviazione o coordinare la tutela penale con una richiesta risarcitoria.
L'assistenza non sostituisce i fatti e le prove: serve soprattutto a organizzare correttamente ciò che è rilevante e a utilizzare gli strumenti previsti dalla legge nella fase giusta.
Domande frequenti
Dopo una querela mi chiamano sempre?
No. Le attività successive dipendono dal tipo di procedimento e dalle indagini ritenute necessarie.
Se non ricevo notizie significa che hanno archiviato?
No. L'assenza di comunicazioni, da sola, non consente di sapere quale sia lo stato del procedimento.
Posso integrare successivamente documenti o nuovi elementi?
In molti casi possono emergere elementi successivi utili da rappresentare all'autorità procedente. Modalità e utilità vanno valutate in relazione al procedimento concreto.
La persona offesa può nominare un difensore?
Sì. La persona offesa può nominare un difensore di fiducia ed esercitare attraverso di lui le facoltà previste dalla legge.
Per una valutazione del procedimento puoi contattare lo Studio e inviare copia degli atti disponibili. L'invio di documenti non comporta automaticamente l'assunzione dell'incarico e non sospende né interrompe termini.
Contatti Studio: 347 821 2088
Per maggiori informazioni o per una valutazione della tua situazione, puoi contattare lo Studio.
Fonti normative
Artt. 90-bis e 408 c.p.p.; art. 124 c.p. Contenuto informativo generale, aggiornato alla data di pubblicazione e non sostitutivo dell'esame del caso concreto.
A cura dell'Avv. Giacomo Giulianelli, avvocato del Foro di Verona.


